Vestiti "protetti" da copyright
Secondo quanto affermato dalla CNN, pare che si stia lavorando all'estensione della protezione del copyright agli abiti.
Dalla TFA "The Freedom Association" (un nome, un ossimoro) emerge quanto segue:
To help protect independent designers against copycats, several members of Congress have proposed legislation — the Design Piracy Prohibition Act — that would extend copyright laws to clothing. Nine Senators have introduced a sister bill, which insiders on the Hill say should pass by late this year. If so, fashion firms would be able to register their designs with the U.S. Copyright Office for about $100 each. The law would protect the patterns for three years.
ODF standard nazionale in Sudafrica
Di recente il South African Bureau of Standards (SABS) ha approvato l'Open Document Format (ODF) quale standard ufficiale nazionale per il Sudafrica. Ciò comporta che sia l'industria che il governo adotteranno più massivamente l'ODF nei loro processi. Anche il Brasile non è da meno ed ha adattotato il formato quale standard nazionale qualche settimana fa.
Il governo sudafricano ha già adottato l'ODF come uno degli standard utilizzati per la comunicazione governativa.
Canon si avvicina al Software Libero
Il progetto CHDK (Canon Hacker's Development Kit) amplia diverse fotocamere Canon con processori Digic-II e Digic-III con alcune feature interessanti:
* salvataggio delle immagini anche in formato Raw
* impostazioni manuali per tutti i parametri
* istogramma in tempo reale durante la messa a fuoco
* stato batteria sempre in vista
* indicazione di eccessiva esposizione alla luce
* configurazione manuale dei valori ISO (ISO 50 fino a ISO 3200)
* possibilità di script ad es. per serie automatiche di illuminazione
* qualità video configurabile senza gradi
* piccoli tool aggiuntivi come ad esempio uun calendario, un browser per i dati e giochi
La caratteristica particolare di tali ampliamenti è che vengono salvati sulla scheda di memoria e che non modificano il firmware originale.
Fonte (in tedesco)
Ubuntu Open Week
Ha avuto inizio ieri la quarta settimana "Ubuntu Open Week". Fino al 3 maggio gli appassionati di Ubuntu potranno partecipare fino a 7 ore al giorno a workshop nella classe virtuale IRC e porre i propri quesiti.
Le tematiche trattate in sede alla Ubuntu Open Week cambiano di ora in ora. I numerosi relatori rivelano informazioni utili sul sistema dei pacchetti, sulla virtualizzazione e su KDE. Fitto l'orario delle relazioni, esse hanno inizio ogni giorno alle 17:00. La classe è il canale #ubuntu-classroom su irc.freenode.net.
"L'approccio al software libero deve essere industriale"
Roberto Galoppini, che da anni si occupa degli aspetti commerciali del software libero, ha di recente rilasciato un'intervista a Datamanager per raccontare cosa sta avvenendo all'interno delle comunità di sviluppo e delle aziende che con codice libero ci lavorano. Ecco un passaggio interessante del dialogo tra Galoppini e l'autore dell'articolo, Antonio Savarese:
Ciò che viene chiesto è un approccio industriale. È evidente quindi che, se come accade spesso il nord-america anticipa quello che accadrà nei mercati europei, quello a cui dobbiamo prepararci è un aumento delle operazioni di M&A, la crescita di un maggior numero di marketplace "orizzontali" (sourceforge) e "verticali" (sugarCRM), nonché l'emergere di soggetti che coagulano più attori, come la Open Solutions Alliance e forse, come sembra, anche la stessa Microsoft. E' la morte del software libero? Non credo, al contrario credo che per i free-lance aumenteranno le opportunità, e forse un domani non lontano si aggregheranno in cooperative, proprio come accade in mercati più maturi come in quello dell'industria del cinema in cui i fonici si associano e da tempo costituiscono realtà satellite delle majors.
Al via il progetto "The Open Source Census"
Si intitola The Open Source Census, è un progetto ideato in un'ottica di partecipazione allargata e collaborativa e il suo scopo è quello di avviare un censimento per capire quelle che sono le applicazioni più frequentemente installate sui computer lato utente utilizzati sul lavoro a casa. Racconta in proposito Programmazione.it:
Attraverso l'installazione di un client (Windows, Linux, Mac OS X, Solaris, FreeBSD) e la facoltativa creazione di un account per avere un census code identificativo per monitorare il proprio inventario, si potrà procedere ad inviare i dati provenienti dalle proprie macchine direttamente al server centrale.
Al momento le installazioni effettuate sono poco più di 136 mila e il progetto, che vanta una serie nutrita di sponsor blasonati, terminerà con un rapporto in cui i dati e chi li ha inviati saranno ovviamente anonimizzati.
Bari, Unione degli universitari: il software libero in ateneo
Gli studenti universitari di Bari si mobilitano per richiedere l'introduzione del software libero nel loro ateneo. In un recente articolo, infatti, l'Unione degli universitari (Udu) ha rivendicato "maggiore efficienza nell'interazione tra università" e i suoi aderenti si sono riuniti nei giorni scorsi per individuare una strategia in proposito. In una nota che annunciava intenzioni e incontro, si legge:
Riteniamo necessaria, indispensabile ed improrogabile l'adozione dei prodotti e delle tecnologie open source a livello amministrativo" [...]. Dal punto di vista didattico si può ottenere una maggiore efficienza nell'interazione tra atenei nell'ambito della ricerca, con conseguente incentivazione all'apertura della mentalità e alla partecipazione attiva della popolazione universitaria.
One Laptop Per Child: qualche numero
Alla fine dello scorso anno l'Uruguay ha scricato la prima fornitura di 100.000 OLPC. Fiero di tale successo, Walter Bender, presidente per il software e il contento presso OLPC intende spingersi ora verso gli altri paesi in linea con i criteri fissati per l'acquisizione della piccola macchina verde. La domanda che si pone è se paesi quali Peru, Messico, Etiopia, Haiti, Ruanda, Mongolia e molti altri paesi poveri possono permettersi la spesa prevista.
All'Uruguay l'iniziativa è costata circa 70 millioni di dollari, ma si tratta di un paese dal PIL ben diverso dagli altri paesi menzionati da Bender.
Il Peru ad esempio, che ha ordinato 270.000 macchine, dovrà fare un investimento pari a 750 millioni di dollari. Pur tenendo conto del fatto che nessuno si aspetta da un paese che acquisti le macchine per tutti i bambini in un colpo solo, va considerato che se il Perù dovesse decidere di fornire a tutti gli scolari di 6 anni un OLPC nel momento in cui si iscrivono a scuola, e se tali macchine dovessero avere una vita pari a 6 anni, il paese si troverebbe comunque a dover provvedere all'acquisizione di 125 millioni di dollari all'anno.
Fonte (in inglese)
OpenOffice.org supporterà OOXML?
La risposta è NO!
A partire dalla versione 3.0 OpenOffice.org sarà soltanto in grado di leggere documenti redastti con MS Office 2007.
Lo scopo non è quello di supportare un formato sviluppato in modo accademico, ma di aiutare quei poveri utenti che incappano per caso in un documento Microsoft Office 2007.
Non è nemmeno certo che tutti i tipi di documenti vengano supportati (text, spreadsheet, presentations etc.). Un primo passo certo sarà quello di supportare file semplici. Funzionalità avanzate (macro, oggetti embedded ecc.) non saranno supportati da subito.
Fonte (in inglese)
Link correlati
http://blogs.sun.com/GullFOSS/entry/ooxml_import_in_writer_a
e
http://blogs.sun.com/GullFOSS/entry/office_open_xml_ooxml_filters
Recente intervista a Stallman

Di recente un redattore di fsdaily ha avuto l'opportunità di realizzare un'intervista con Richard Stallman. Felice della ghiotta occasione, il redattore ne ha approfittato per farsi rivelare da Stallman i concetti fondamentali del free software e per porgli una serie di domande sulla sicurezza.
Link all'intervista



